Come rendere utili i piani choc

Il Pdl propone al governo di grande coalizione uno choc per il rilancio dell’economia. Per ora però lo fa con più voci. Il vicepresidente del Consiglio, Angelino Alfano, fa riferimento a un decreto estivo, con il taglio dell’Imu sulla prima casa, gli esoneri fiscali per chi assume giovani disoccupati e un piano di deregolamentazioni per chi investe, con lo sfoltimento delle autorizzazioni preventive, oltre al blocco dell’aumento dell’Iva. Un programma di breve termine che non comporta drammatiche conseguenze di finanziamento. Il capogruppo alla Camera del Pdl, Renato Brunetta, ha invece teorizzato sul Sole 24 Ore la possibilità di chiedere all’Unione europea, d’accordo con le sue stesse regole, lo scomputo dal calcolo del nostro deficit degli effetti sul pil prodotti dai terremoti dell’Aquila (2009) e dell’Emilia Romagna (2012).
8 AGO 20
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Il Pdl propone al governo di grande coalizione uno choc per il rilancio dell’economia. Per ora però lo fa con più voci. Il vicepresidente del Consiglio, Angelino Alfano, fa riferimento a un decreto estivo, con il taglio dell’Imu sulla prima casa, gli esoneri fiscali per chi assume giovani disoccupati e un piano di deregolamentazioni per chi investe, con lo sfoltimento delle autorizzazioni preventive, oltre al blocco dell’aumento dell’Iva. Un programma di breve termine che non comporta drammatiche conseguenze di finanziamento. Il capogruppo alla Camera del Pdl, Renato Brunetta, ha invece teorizzato sul Sole 24 Ore la possibilità di chiedere all’Unione europea, d’accordo con le sue stesse regole, lo scomputo dal calcolo del nostro deficit degli effetti sul pil prodotti dai terremoti dell’Aquila (2009) e dell’Emilia Romagna (2012). In questo modo il nostro rapporto deficit/pil già nel 2013 si fermerebbe a meno 1,4 per cento invece che al meno 2,9 per cento, liberando risorse fino a 22 miliardi di euro, da impiegare essenzialmente per ridurre il fardello fiscale.
Ogni piano choc che faccia uscire il governo di grande coalizione da questa fase di navigazione di piccolo cabotaggio è benvenuto. Ma occorre fare attenzione a non sconfinare negli eccessi di fantasia che rasentano il populismo. La proposta di Brunetta, per esempio, non avrebbe senso se non assicurando una diminuzione continua e duratura della spesa pubblica e un’aggressione al debito pubblico (“Possiamo anche accontentarci dei 15-16 miliardi di dismissioni l’anno inserite nel Programma nazionale di riforma dall’ex ministro Grilli”, ha detto Brunetta). La fattibilità di questo programma va dunque valutata nel suo complesso, anche perché soltanto in presenza di dismissioni del patrimonio la ricerca di risorse sarà agevolata dalla molta liquidità finanziaria internazionale messa in circolo dalle Banche centrali del pianeta. Una fuga in avanti che travalica le attuali intenzioni del governo di larghe intese, almeno su questo, sarebbe allora benvenuta.